Tra gli studiosi è molto diffusa la percezione del rapido declino della storia. Tutto ciò ha certo a che fare con la progressiva riduzione dello spazio loro concesso all’interno della sfera pubblica, ma riguarda anche la più complessa questione della crescente difficoltà delle nostre società a confrontarsi con la complessità delle questioni storiche. All’interno di un dibattito vieppiù ridotto a narrazione semplificata degli eventi, per lo più basata sull’inattaccabilità dei luoghi comuni e sull’opportunità di produrre una serie di mirate rimozioni, tocca agli storici cercare di riconquistare lo spazio perduto. Può essere utile un cambio di registro comunicativo, che determini l’utilizzo di un linguaggio al tempo stesso semplificato e ricco; come può servire la rinnovata determinazione ad affrontare i nodi più delicati del discorso pubblico, in modo da contrapporre un sapere scientifico e consapevole alla vulgata distorta solitamente diffusa dai mezzi di comunicazione di massa. Si tratta cioè di spiegare senza paura, contrapponendosi a quel processo di riorganizzazione distorsiva dei capisaldi storici del sentimento nazionale che negli ultimi decenni si è imposto sui media, sui social e all’interno del senso comune. In questo volume si prenderanno in esame alcuni snodi fondamentale della nostra storia unitaria, che proprio per il loro valore pivotale negli ultimi anni hanno subito un costante attacco da parte del discorso revisionista. Raccontare in modo semplice gli avvenimenti, le cause e le conseguenze, ponendosi l’obiettivo di non sacrificare nulla della necessaria complessità, costituirà la chiave – almeno per chi scrive – di contrapporsi al processo di degradazione appena descritto. La conquista garibaldina del Regno delle Due Sicilie e la Shoah, le foibe e il terrorismo degli anni Settanta: snodi, per l’appunto. Per essere ben informati, ma anche per sapere valutare meglio le intenzioni di chi ci promette questo e quello.
Andrea Baravelli è ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara. È membro della direzione della rivista di storia contemporanea “Memoria e ricerca”. Tra le sue pubblicazioni: “La vittoria smarrita. Legittimità e rappresentazione della Grande guerra nella crisi del sistema liberale. 1919―1924” (Carocci, 2006), “Il giusto prezzo. Storia della cooperazione di consumo in area adriatica.” 1861―1974” (Il Mulino, 2008) e “Venti Lezioni di Storia Contemporanea. Dal 1848 ad oggi.” (Volta la carta, 2014).
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