“Il termine ultimi non mi piace. Non può piacere. Ma lo dobbiamo assumere con aderenza storica e critica alla realtà per un suo capovolgimento. Per chi crede gli ultimi saranno i primi, per chi ha fede non esisteranno più né primi né ultimi. Utopia? Sì, forse, ma senza di essa la pedagogia si riduce a mero esercizio tecnico e strumentale; mentre il futuro si arrende al presente. Di qui l’attenzione all’educazione degli ultimi come educazione per l’emancipazione; di qui, la domanda generale che unisce, in unico filo conduttore, i diversi temi proposti in questo saggio: come pensare l’educazione in un’ottica emancipatrice, in una prospettiva storica e comparativa che unisce l’utopia, la politica, la scienza, il lavoro, il progresso e la cultura tra intellettuali e popolo? Si tratta di un lavoro ambizioso che, ciononostante, non vuole essere né esaustivo né definitivo. Piuttosto, pretende tracciare alcune connessioni comparative e identificare taluni snodi critici nella storia, muovendosi tra riflessioni filosofiche e pedagogiche, per formulare un quadro complesso sull’importanza dell’educazione come prassi di libertà; per esercitare una pars construens come competenza fondamentale per tutti di coloro che si occupano di pedagogia e di formazione, sia nell’ambito della ricerca, sia dell’insegnamento.”
Relativamente a questo volume si attesta che gli autori partecipanti non percepiscono alcun compenso, contributo, premio o altro emolumento in denaro.
Volta la carta Edizioni – Ferrara
L’Editore
978-88-99302-51-1
9788899302511
978 88 99302 51 1
Carlo Rosa





